Corte dei Conti Puglia, parere n. 52 del 4.4.2017 sui compensi degli avvocati pubblici

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Il Presidente della Provincia di Taranto ha richiesto alla locale Corte dei Conti se la normativa vincolistica, dettata dall’art. 1, comma 236, della L. n. 208/2015, in materia di trattamento accessorio sia applicabile anche ai fondi per l’erogazione agli avvocati dell’Ente dei compensi professionali dovuti a seguito di sentenza favorevole all’Ente previsti dall’art. 27 del CCNL del personale del comparto Regioni ed autonomie locali del 14/09/2000 e dall’art. 37 del CCNL per la dirigenza del 23/12/1999.

Si segnala l’importanza perchè ribadisce chiaramente che il compenso professionale è retribuzione e non incentivo (“si tratterebbe, quindi, non di incentivi costituenti una voce del trattamento accessorio ma di compensi finalizzati a remunerare l’attività professionale specifica dell’avvocato e, quindi, non ripartibili in sede di contrattazione decentrata a favore della generalità dei dipendenti (Sezione regionale di controllo per la Liguria, deliberazione n. 52/2016, Sezione regionale di controllo per la Toscana, deliberazione n. 259/2014/PAR, Sezione regionale di controllo per la Puglia, deliberazioni n. 200/PAR/2016, n. 127/PAR/2014, Sezione controllo Friuli Venezia Giulia, deliberazione n. 12/2015/PAR)”.

Ciò è di massima utilità soprattutto dopo l’entrata in vigore del “sistema contributivo” (in luogo del retributivo) ai fini del computo di detta parte di retribuzione ai fini pensionistici e quindi dell’inserimento in “classe A” e non in quella errata (Classe B) in cui affluiscono in misura minima i trattamenti “incentivanti”, quale sono sempre stati erroneamente classificati gli onorari.

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