CORTE DEI CONTI, SEZ. II GIUR. CENTRALE D’APPELLO – sentenza 9 febbraio 2017, n. 82

Proseguendo in un solco tracciato da tempo, la Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale d’appello – organo erariale nomofilattico –  ha ribadito che “costituisce regola fondamentale dell’ordinamento, codificata da specifiche disposizioni di legge, che la pubblica amministrazione debba provvedere ai suoi compiti con la propria organizzazione e con il proprio personale. La liceità del ricorso a soggetti terzi può essere affermata quando si tratti di far fronte a esigenze straordinarie non altrimenti sopperibili con la struttura esistente o per la loro peculiare complessità o per la provata carenza di organico della struttura pubblica”.

Pertanto, “Costituisce fonte di danno all’erario una condotta tenuta dai vertici di una società totalmente partecipata da un’amministrazione pubblica, nei casi in cui l’affidamento di un incarico di collaborazione di lavoro autonomo non sia stato debitamente motivato e non sia stato preceduto dall’effettiva verifica circa la mancanza, all’interno della medesima amministrazione, di personale in grado di svolgere i compiti oggetto del medesimo incarico di consulenza”.

Che sia la ragione vera dell’attacco che da qualche tempo subiscono le economiche, efficaci ed efficienti avvocature interne?

Via le avvocature, avanti tutta con gli incarchi esterni…. direttamente proporzionale al calo dei dipendenti pubblici ed aumento della spesa pubblica…

Tanto pane per i denti della Corte erariale.



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