DL 8 MARZO 2020 N. 11 – Comunicato dell’UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE
DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA
COMUNICATO
E’ stato emanato, nella giornata di ieri, il Decreto-Legge 8 marzo 2020, n. 11, recante “Misure straordinarie
ed urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento
dell’attività giudiziaria”
Il decreto legge affronta l’emergenza in due fasi.
Una prima fase, di immediata applicazione, che va dall’8 marzo (giorno della pubblicazione in GU) al 22
marzo; una seconda fase che dal successivo 23 marzo giunge sino al 31 maggio.
1. Periodo dall’8 sino al 22 marzo: rinvio delle udienza pubbliche e camerali
Per quanto concerne la giustizia amministrativa la prima fase è disciplinata dall’art. 3 comma 1 il quale
prevede perentoriamente che le “udienze pubbliche e camerali dei procedimenti pendenti presso gli uffici della giustizia
amministrativa sono rinviate d’ufficio a data successiva al 22 marzo 2020”.
Dunque nessuna udienza sarà celebrata. Trattasi di una misura drastica ma necessaria al fine di consentire,
su tutto il territorio nazionale, comportamenti coerenti con gli obiettivi di contenimento del virus in
questa prima fase in cui ci si attende il picco epidemiologico.
Dalla misura non sono eccettuate le udienze camerali dedicate all’esame delle domande cautelari. Per
queste ultime è previsto che siano decise “su richiesta anche di una sola delle parti”, con decreto monocratico
con fissazione della trattazione collegiale a “data immediatamente successiva al 22 marzo 2020”.
2. Periodo sino al 31 maggio: misure processuali e organizzative già operanti
Il primo periodo “cuscinetto” non è un mero congelamento a fini precauzionali ma costituisce anche un
lasso temporale durante il quale i vertici della Giustizia amministrativa potranno studiare e predisporre
misure organizzative e gestionali da applicarsi in epoca successiva al 22 marzo, calibrate sull’evoluzione
epidemiologica, e necessarie per consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dal
Ministero della salute e in particolare per evitare assembramenti all’interno degli uffici giudiziari e contatti
ravvicinati tra le persone.
Giova segnalare, tuttavia, che alcune rilevanti e temporanee misure di carattere processuale sono già
direttamente individuate dal decreto.
Segnatamente, fino al 31 maggio il decreto prevede direttamente alcune temporanee modifiche al codice
del processo amministrativo a carattere derogatorio e dispone che “tutte le controversie fissate per la trattazione,
sia in udienza camerale sia in udienza pubblica, passano in decisione sulla base degli atti, salvo che almeno una delle parti
abbia chiesto la discussione in udienza camerale o in udienza pubblica con apposita istanza da notificare alle altre parti
costituite e da depositare almeno due giorni liberi prima della data fissata per la trattazione; anche nei casi in cui non sia
stata richiesta la discussione, i difensori sono comunque considerati presenti a tutti gli effetti”.
Il decreto si occupa, altresì,specificatamente dell’ipotesi in cui “almeno una delle parti abbia chiesto la discussione
in udienza camerale o in udienza pubblica con apposita istanza”, consentendo, in via eccezionale, l’adozione di
modalità telematiche che consentano il collegamento dei magistrati e dei difensori da remoto.
E’ in particolare previsto, in presenza di alcuni specifici presupposti processuali, che “….i Presidenti possono,
in ragione motivata della situazione concreta di emergenza sanitaria e in deroga a quanto previsto dal codice del processo
amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, consentire lo svolgimento delle udienze pubbliche e camerali
che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti mediante collegamenti da remoto con modalità
idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei difensori alla trattazione dell’udienza, assicurando
in ogni caso la sicurezza e la funzionalità del sistema informatico della giustizia amministrativa e dei relativi apparati e
comunque nei limiti delle risorse attualmente assegnate ai singoli uffici. In tal caso è assicurato congruo avviso dell’ora e delle
modalità di collegamento. Si dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e la libera
volontà delle parti. Il luogo da cui si collegano magistrati, personale addetto e difensori delle parti è considerato aula di
udienza a tutti gli effetti di legge. Di tutte le operazioni è redatto processo verbale”.
Il decreto contiene, ancora, nell’art. 3, ulteriori prescrizioni di carattere processuale e organizzativo, valide
sino al 31 maggio, alla cui lettura si rimanda. Per citarne alcune, esso dispone, tra l’altro, che: le udienze
pubbliche siano celebrate a porte chiuse; l’obbligo del deposito di almeno una copia del ricorso in forma
cartacea sia sospeso.
3. Misure organizzative demandate ai vertici degli Uffici giudiziari
Sin qui le misure direttamente individuate dal decreto legge.
Altre e ulteriori misure di carattere attuativo, e sempre limitatamente al periodo considerato (ossia sino al
31 maggio) potranno, come sopra accennato, essere individuate dai vertici della giustizia amministrativa
e degli uffici giudiziari.
A tal fine il Decreto prevede che:
1) Il Presidente del Consiglio di Stato fornisca, se del caso, disposizioni di coordinamento;
2) I presidenti titolari delle sezioni del Consiglio di Stato, il presidente del Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana e i presidenti dei tribunali amministrativi regionali e delle relative
sezioni staccate, sentiti l’autorità sanitaria regionale e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati della città
ove ha sede l’Ufficio, adottino una o più delle seguenti misure:
a) la limitazione dell’accesso agli uffici giudiziari ai soli soggetti che debbono svolgervi attività urgenti;
b) la limitazione dell’orario di apertura al pubblico degli uffici o, in ultima istanza e solo per i servizi che
non erogano servizi urgenti, la sospensione dell’attività di apertura al pubblico;
c) la predisposizione di servizi di prenotazione per l’accesso ai servizi, anche tramite mezzi di
comunicazione telefonica o telematica, curando che la convocazione degli utenti sia scaglionata per orari
fissi, e adottando ogni misura ritenuta necessaria per evitare forme di assembramento;
d) l’adozione di linee guida vincolanti per la fissazione e la trattazione delle udienze, coerenti con le
eventuali disposizioni dettate dal presidente del Consiglio di Stato;
e) il rinvio delle udienze a data successiva al 31 maggio 2020, assicurando in ogni caso la trattazione delle
cause rinviate entro la data del 31 dicembre 2020 in aggiunta all’ordinario carico programmato delle
udienze fissate e da fissare entro tale data, fatta eccezione per le udienze e camere di consiglio cautelari,
elettorali, e per le cause rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle
parti; in tal caso, la dichiarazione di urgenza è fatta dai presidenti di cui al comma 2 con decreto non
impugnabile.
Roma 9 marzo 2020