Posts Taggati ‘incarichi dirigenziali’

Incontro al Ministero della F.P.

Con riguardo alla richiesta di ANCI di perpetrare un illegittimo conflitto di interessi (oltre a violazione di legge speciale, violazione costituzionale, ecc.), ai danni dei soli avvocati comunali (e per esse ancor più in dettaglio ai soli dirigenti), esponendoli alla cancellazione dall’albo, si desidera esprimere alcune ulteriori considerazioni.

La figura professionale dell’avvocato esclude l’intercambiabilità con altre figure interne all’ente, né può essere adibito ad altri compiti se non a quelli espressamente indicati nella L. n. 247/2012, se non perpetrando attività anomale, che giurisprudenza consolidato evidenzia come illegittime.

La professione forense, ovunque esercitata (dipendente dalla P.A. o libero foro), è preposta alla tutela di interessa o beni sociali costituzionalmente protetti (art. 24 Cost.), ed esercita un compito di garanzia strumentale.

La normativa di riferimento, la legge professionale forense n. 247/2012, lex specialis, riconosce in molteplici articoli, non solo nell’art. 23 dedicato, quelle specificità e quella autonomia che sono elementi di peculiarità e di atipicità che lo contraddistinguono dagli altri responsabili delle massime strutture dell’Ente, perchè l’Avvocatura non è materia di esclusiva pertinenza dell’autonomia comunale, ma è chiamata a svolgere una pubblica funzione rivolta all’interesse superiore della Nazione, rispondendo a diverse Autorità: Ordine, Magistratura, disciplina, ecc.

Per tale autonomia ed indipendenza da ogni altra struttura dell’Ente, l’avvocato dipendente che, nell’esercizio della propria funzione professionale, apprenda di fatti anche penalmente rilevanti, si avvale del segreto professionale relativamente al proprio “cliente” (che è l’Ente) ex art. 200 c.p.c., come riconosciuto con sentenza n. 2326/2015, passata in giudicato, dal GIP di Bologna (scaricabile su questo sito): “l’attività legale del Serttore Avvocatura del Comune viene svolta in posizione di piena autonomia rispetto alle altre articolazioni gerarchiche e burocratiche dell’Ente, è sottoposta all’iscrizione in un Elenco speciale dell’Albo istituito presso il COA ed è soggetta all’applicazione del Codice deontologico forense (…). Viene pertanto in considerazione il preambolo del Codice deontologico, secondo il quale “L’avvocato esercita la propria attività in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi della persona, assicurando la conoscenza delle leggi e contribuendo in tal modo all’attuazione dell’ordinamento per i fini di giustizia“.

Per tali ragioni di presidio di legalità e garanzia della difesa, la funzione pubblica che ogni avvocato è chiamato a svolgere dalla lex specialis n. 247/2012, non è cumulabile con altre cariche all’interno dell’Ente, proprio per le sue peculiarità, che impongono il divieto categorico di situazioni “anche potenziali” di conflitto d’interesse nello svolgimento della professione.

Parere C.N.F. 28 febbraio 2017 – Attribuzione incarichi gestionali agli avvocati dirigenti dell’Avvocatura civica

Con il parere rubricato, il CNF (scaricabile da questo sito), risponde a due richieste di ANCI relativamente all’applicazione della L. di stabilità per il 2016 (art. 1, comma 221, L. 208/2015), agli avvocati dirigenti di avvocatura civica di incarichi di direzione anche di altre strutture, “senza vincolo di esclusività”, ritenendolo illegittimo.

UNAEP era intervenuta nelle Commissioni parlamentari con propri emendamenti, firmati da diversi parlamentari.

Misteriosamente una manina ha fatto scomparire i nostri emendamenti (si presume che sia stata in ciò guidata da quei poco lungimiranti sindaci che tale obbrobrio avevano voluto.

Solo per salvare la faccia, con le schede di lettura, la Camera aveva poi precisato che tali incarichi conferibili al dirigente dell’avvocatura, si doveva intendere come “dirigente amministrativo dell’avvocatura”, che per inciso ha solo l’Avvocatura Capitolina in tutta l’Italia.

Su Il Sole 24 Ore avevamo pubblicato un articolo (rinvenibile in questo sito) che metteva in luce come tali incarichi fossero impossibili.

Il tempo è galantuomo, la politica invece fa figure pessime!

Corte dei Conti, Sez. reg. di controllo per il Veneto, deliberazione n. 12 dell’11 gennaio 2017

Il Giudice contabile è stato richiesto di esprimersi sul vincolo di indisponibilità relativamente ai posti dirigenziali presso le pubbliche amministrazioni, al fine di precostituire -in rapporto da mezzo a fine- le condizioni per:

  1. la riorganizzazione della dirigenza sulla base dei ruoli unici per il completo assorbimento del personale soprannumerario degli enti di area vasta;
  2. fissare un principio generale di riduzione della dirigenza di tutte le PA
Concludendo quindi che “Una volta riconosciuta l’applicabilità della disciplina in commento ai posti dirigenziali degli enti locali, deve ritenersi che ricadano nel vincolo di indisponibilità anche gli incarichi dirigenziali a tempo determinato conferiti entro i limiti di cui all’art 110 co 1 Tuel, ossia in misura non superiore al 30 per cento dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica, trattandosi di fattispecie, da un lato, non rientranti tra le eccezioni previste dal medesimo comma 219 e, dall’altro lato, certamente attratte nella valenza onnicomprensiva della previsione finale (“In ogni altro caso, in ciascuna amministrazione possono essere conferiti incarichi dirigenziali solo nel rispetto del numero complessivo dei posti resi indisponibili ai sensi del presente comma” )” (Sez. contr. Puglia, n. 73/2016/PAR).