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CGA della Regione Siciliana, sentenza n. 280 del 14 maggio 2014

E' rinvenibile su www.lexitalia.it la sentenza con cui il CGARS ha sancito:

"Anche se va riconosciuta agli avvocati dipendenti di enti pubblici ed alle strutture degli Uffici legali e delle Avvocature pubbliche una autonomia ed una indipendenza tecnico-funzionale (che si concretizzano, ad esempio, nell’inserimento degli avvocati pubblici in un ruolo distinto da quello dei funzionari amministrativi dell’Ente, e in una flessibilità dell’orario di lavoro che contrassegna e, per dir così, "accompagna" lo svolgimento delle peculiari funzioni professionali degli avvocati pubblici, i quali rivestono un doppio "status", di lavoratori dipendenti e di professionisti legali), ciò nondimeno, tale autonomia ed indipendenza nello svolgere le mansioni inerenti alla qualifica, e le peculiari tipologie delle prestazioni lavorative che contraddistinguono i professionisti/ dipendenti dei Servizi legali pubblici, rispetto agli altri dipendenti pubblici, non si possono spingere fino al punto di tralasciare lo "status", pur sempre di pubblico dipendente, rivestito dall’avvocato pubblico. Gli avvocati dipendenti di un Ente pubblico non abitano in una "enclave" che, per quanto riguarda le modalità di accesso alla qualifica dirigenziale di Avvocato cassazionista, li dispensi dalla osservanza dei princìpi dettati dalla Corte costituzionale, secondo cui va ravvisata una forma di reclutamento di personale in ogni passaggio da una fascia funzionale a quella superiore che, come tale, è soggetta alla regola del pubblico concorso, strumento di selezione tecnica e neutrale dei più capaci, mezzo di provvista dei migliori".

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  • Data di creazione 3 Gennaio, 2017
  • Ultimo aggiornamento 9 Febbraio, 2026
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