Con l’ordinanza n. 3462/2026 Palazzo Spada rimette alla CGUE la questione sulla compatibilità europea della disciplina italiana che impone, anche per gli incarichi legali esclusi dalle ordinarie gare pubbliche, obblighi di tracciabilità finanziaria, acquisizione del CIG e vigilanza ANAC.
Il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte di Giustizia UE la questione relativa alla compatibilità con il diritto europeo della disciplina italiana che, anche per i servizi legali esclusi dall’applicazione delle ordinarie regole di evidenza pubblica, continua a richiamare i principi di concorrenza, trasparenza, imparzialità e proporzionalità
La rimessione riguarda inoltre gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari, l’obbligo di acquisizione del CIG e il pagamento del contributo ANAC
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