La recente Relazione della Procura generale della Corte dei conti, presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, offre spunti di particolare interesse sotto il profilo della tenuta finanziaria, della governance multilivello e delle responsabilità amministrative connesse alla gestione del Servizio sanitario nazionale.
Le criticità segnalate non appaiono congiunturali, ma riconducibili a fattori strutturali che incidono stabilmente sull’equilibrio del sistema.
Dinamica della spesa e vincoli di finanza pubblica
Nel triennio 2022-2024 la spesa sanitaria pubblica è cresciuta in termini nominali, ma l’incremento reale, depurato dall’inflazione, si attesta su valori estremamente contenuti.
L’incidenza della spesa sanitaria sul PIL rimane inferiore alla media europea, mentre la componente privata continua a rappresentare una quota significativa della spesa complessiva.
Tali elementi pongono una questione non solo di sostenibilità finanziaria, ma anche di equilibrio tra garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e rispetto dei vincoli di bilancio, con inevitabili riflessi sulla programmazione regionale e sulla responsabilità amministrativa dei centri decisionali.
Assetto costituzionale, riparto di competenze e disomogeneità territoriali
La Relazione conferma la centralità del modello di governance fondato sul ruolo delle Regioni e sulla legislazione concorrente in materia sanitaria.
Tale assetto, pur coerente con il quadro costituzionale, continua a produrre significative disomogeneità territoriali nell’erogazione delle prestazioni, con implicazioni rilevanti in termini di uguaglianza sostanziale e uniformità dei diritti.
In questo contesto assume rilievo il tema dell’integrazione con la sanità privata accreditata, definita strutturale ma non priva di criticità applicative, specie con riferimento al superamento dei tetti di spesa (c.d. extrabudget) e al conseguente contenzioso. La materia, come noto, presenta ricadute dirette sul piano della responsabilità erariale e della corretta gestione delle risorse pubbliche.
Liste d’attesa, organizzazione e trasparenza contabile
Il persistente problema delle liste di attesa evidenzia criticità organizzative e carenze strutturali che incidono sulla concreta esigibilità del diritto alla salute.
Sotto il profilo contabile, la Corte richiama l’esigenza di una chiara perimetrazione della spesa sanitaria, condizione essenziale per garantire trasparenza, tracciabilità dei fondi destinati ai LEA e coerenza tra programmazione e impiego effettivo delle risorse.
Si tratta di un ambito nel quale il controllo e la corretta qualificazione della spesa assumono un rilievo decisivo anche ai fini della prevenzione di possibili responsabilità.
PNRR, capacità amministrativa e personale
Per quanto concerne la Missione 6 Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la percentuale di obiettivi completati a fine 2024 evidenzia ritardi nell’attuazione degli interventi programmati.
Le difficoltà nell’avvio dei lavori e nella copertura delle carenze di personale sanitario e tecnico pongono un tema di capacità amministrativa e di sostenibilità nel medio periodo. Anche il crescente ricorso ai cosiddetti “gettonisti” solleva interrogativi in termini di economicità ed efficienza della gestione.
Profili di interesse per l’avvocatura pubblica
Il quadro delineato dalla Procura generale evidenzia come la gestione del SSN si collochi in un’area di costante tensione tra esigenze di tutela dei diritti fondamentali, vincoli finanziari e responsabilità amministrative.
Per l’avvocatura pubblica, ciò implica un ruolo sempre più centrale nella:
- tutela dell’interesse pubblico nella gestione delle risorse sanitarie;
- prevenzione e gestione del contenzioso in materia di extrabudget e contrattualistica sanitaria;
- supporto giuridico alle amministrazioni nei processi di programmazione e rendicontazione;
- presidio della legalità nell’attuazione degli interventi finanziati dal PNRR.
In assenza di un rafforzamento strutturale del sistema, il rischio non è soltanto quello di un indebolimento dell’universalità del servizio, ma anche di un incremento del contenzioso e delle criticità gestionali che coinvolgono direttamente le amministrazioni pubbliche.